portafoglio con diverse icone di investimento colorate

Quanti ETF Conviene Avere In Portafoglio Per Una Buona Diversificazione

Per una diversificazione solida e vincente, bastano 3-5 ETF strategici: azionari globali, obbligazionari e settoriali per massima protezione.

Per ottenere una buona diversificazione in portafoglio utilizzando gli ETF, è consigliabile detenere tra 3 e 7 ETF. Questo numero è sufficiente a coprire varie asset class (azioni, obbligazioni, materie prime, ecc.) e differenti aree geografiche, minimizzando il rischio specifico legato a un singolo mercato o settore.

In questo articolo esploreremo nel dettaglio perché un portafoglio diversificato necessita di più ETF, quali sono le categorie principali da includere e come scegliere gli strumenti giusti per bilanciare i rischi e i rendimenti. Vedremo inoltre alcuni esempi di composizione ideale e le best practice per mantenere un portafoglio ben bilanciato nel tempo.

Perché è importante diversificare con più ETF?

La diversificazione serve a ridurre il rischio complessivo dell’investimento. Un singolo ETF potrebbe essere esposto a rischi specifici di un settore o paese e, in caso di crisi, il portafoglio potrebbe subire perdite importanti. Suddividendo il capitale su più ETF che rappresentano differenti tipologie di asset e aree geografiche, si attenua questa volatilità.

Le principali categorie di ETF da considerare

  • ETF azionari globali: per esposizione a mercati sviluppati e emergenti
  • ETF obbligazionari: per stabilità e generazione di reddito
  • ETF settoriali o tematici: per incrementare il potenziale di crescita (ad esempio tecnologia, energie rinnovabili)
  • ETF sulle materie prime: per copertura dall’inflazione e diversificazione reale

Quanti ETF servono realmente?

Studi e analisi suggeriscono che detenere tra 3 e 7 ETF di qualità permette di ottenere un’ampia copertura del mercato globale, senza complicazioni nell’ottimizzazione del portafoglio. Troppi ETF possono infatti generare un eccesso di complessità e sovrapposizione di titoli, mentre un numero troppo ristretto può portare a un rischio concentrato.

Esempio di portafoglio diversificato con 5 ETF

  1. ETF azionario globale (mercati sviluppati)
  2. ETF azionario mercati emergenti
  3. ETF obbligazionario governativo globale
  4. ETF settoriale tecnologia o salute
  5. ETF materie prime o oro

Questa struttura consente di bilanciare crescita, stabilità e protezione contro l’inflazione, coprendo in modo efficace i principali rischi degli investimenti finanziari.

I principali criteri da considerare nella scelta del numero di ETF

Quando si decide quanti ETF inserire nel proprio portafoglio, non si può fare a meno di considerare diversi fattori chiave che influenzano la qualità della diversificazione e il rischio complessivo degli investimenti. Vediamo insieme quali sono i criteri fondamentali per una scelta consapevole.

1. Obiettivi di investimento e profilo di rischio

Prima di tutto è necessario valutare quali sono i propri obiettivi finanziari nel breve, medio e lungo termine, insieme al proprio grado di tolleranza al rischio. Ad esempio:

  • Investitori conservativi potrebbero preferire un numero limitato di ETF focalizzati su obbligazioni e strumenti a basso rischio.
  • Investitori aggressivi potrebbero invece voler ampliare la gamma inserendo ETF su azioni emergenti, settori tecnologici ad alto potenziale e mercati volatili.

2. Diversificazione geografica e settoriale

La diversificazione è uno dei principi cardine per ridurre il rischio di portafoglio, ma non basta accumulare molti ETF a caso! È essenziale bilanciare l’esposizione tra:

  1. Aree geografiche: ad esempio dividere l’investimento tra Europa, Stati Uniti, Asia e mercati emergenti.
  2. Settori industriali: tecnologico, salute, energie rinnovabili, beni di consumo, ecc.

Un modo pratico per monitorare questa diversificazione è utilizzare una tabella comparativa degli ETF e delle loro caratteristiche, come nell’esempio sotto:

ETFArea geograficaSettoreTipo di investimentoCorrelazione storica
ETF USA Large CapStati UnitiMulti-settoreAzionarioBassa con ETF Emergenti
ETF Mercati EmergentiAsia, America LatinaMulti-settoreAzionarioBassa con ETF USA Large Cap
ETF Obbligazioni CorporateGlobaleObbligazionarioReddito fissoModerata con Azionario

3. Costi e efficienza fiscale

L’expense ratio (costo totale annuo) degli ETF può influire significativamente sul rendimento netto del portafoglio. Un ETF più economico può consentire di inserire più strumenti senza erodere il capitale con spese eccessive.

Inoltre, valutate anche il trattamento fiscale degli ETF nel vostro paese di residenza, poiché in alcuni casi può essere utile preferire ETF domiciliati in giurisdizioni con regimi fiscali favorevoli.

4. Sovrapposizione e ridondanza tra ETF

Non è raro che, acquistando diversi ETF, si finisca per detenere molti degli stessi titoli. Questa sovrapposizione riduce i vantaggi della diversificazione e può creare un carico inutile sul portafoglio.

Per esempio, possedere un ETF globale e un ETF su un indice nazionale che è già ampiamente esposto al mercato globale può essere ridondante.

Un eccellente esercizio è verificare il percentuale di sovrapposizione tra i portafogli degli ETF scelti, utilizzando strumenti di analisi specifici.

5. Liquidità e dimensione dell’ETF

Gli ETF con alti volumi di scambio e > ampia capitalizzazione tendono ad essere più efficienti e con spread bid-ask più stretti. Questo facilita acquisti e vendite rapide senza costi nascosti.

Per esempio, preferire ETF con un patrimonio gestito superiore a 500 milioni di euro può essere una buona regola pratica.

Suggerimenti pratici per stabilire il numero giusto di ETF

  • Iniziare con 3-5 ETF per coprire i principali mercati e classi di attivo.
  • Aumentare gradualmente in base alla complessità del portafoglio e agli obiettivi di diversificazione.
  • Monitorare periodicamente la correlazione tra gli ETF per eliminare duplicazioni inutili.
  • Utilizzare strumenti online per analizzare la composizione e i costi complessivi.

Ricordate sempre: più ETF non significa sempre migliore diversificazione. È la qualità delle scelte e il bilanciamento che fanno la differenza.

Domande frequenti

Quanti ETF servono per una buona diversificazione?

Di solito, 3-5 ETF ben scelti possono offrire una diversificazione efficace coprendo diversi settori, aree geografiche e classi di asset.

È meglio scegliere ETF azionari o obbligazionari?

Dipende dal profilo di rischio: azionari per crescita, obbligazionari per stabilità e riduzione della volatilità.

Quali criteri considerare nella scelta di un ETF?

Fattori importanti sono l’indice di riferimento, le spese di gestione, la liquidità e la replica (fisica o sintetica).

Conviene diversificare anche tra mercati emergenti e sviluppati?

Sì, includere mercati emergenti può aumentare il potenziale di rendimento ma anche la volatilità complessiva del portafoglio.

Come monitorare la diversificazione del portafoglio ETF?

Controlla periodicamente l’asset allocation, i pesi settoriali e geografici per mantenere un equilibrio conforme ai tuoi obiettivi.

Numero di ETFTipologiaScopoVantaggiSvantaggi
1-2ETF globali azionari o bilanciatiDiversificazione molto sempliceFacilità di gestione, costi ridottiMinor personalizzazione, esposizione limitata
3-5ETF azionari + obbligazionari + settorialiDiversificazione bilanciataMigliore gestione del rischio, esposizione ampliataMaggiore complessità e costi leggermente più alti
6+ETF tematici + internazionali + classi multipleDiversificazione molto ampia e personalizzataMassima flessibilità e specificitàMaggiore difficoltà di monitoraggio, costi più elevati

Lascia i tuoi commenti e scopri altri articoli interessanti sul nostro sito per approfondire la gestione dei tuoi investimenti!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto